Pillole di CYBERSICUREZZA
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- 426 pagine
- Italiano
- 12.7 x 2.44 x 20.32 cm
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Ilm tuo kit di pronto soccorso per la sicurezza digitale
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Presentazione
Questo libro nasce da un percorso molto semplice: l’ascolto delle persone. Non nei laboratori o nelle conferenze, ma nelle aule scolastiche italiane, tra banchi, LIM che non funzionano e caffè presi di corsa in sala docenti.
Negli ultimi anni ho avuto la fortuna di svolgere oltre 1.500 ore di formazione sulla sicurezza informatica e sull’intelligenza artificiale incontrando più di 500 docenti, dalle scuole primarie alle superiori. Docenti di Italiano, di Matematica, insegnanti di Sostegno, di Motoria, Dirigenti, personale ATA: un universo umano vario, competente, appassionato… e incredibilmente esposto.
È qui che ho capito qualcosa che, da tecnico, avevo sempre dato per scontato: la cybersicurezza di tutti i giorni è un problema enorme e largamente invisibile. Non parlo di cyber-attacchi internazionali o hacker con cappuccio in un seminterrato. Parlo della vita reale: la password “123456” usata ovunque; quel link WhatsApp aperto senza pensarci; lo smartphone dei figli senza controllo parentale.; la Smart TV collegata alla rete di casa; il backup che “prima o poi lo faccio”.
Situazioni semplici, quotidiane. Ma è lì che si gioca la vera battaglia.
Durante ogni corso assistevo sempre alla stessa scena: parlavo di phishing e qualcuno si irrigidiva, ricordando un’email “sospetta”; spiegavo i rischi delle password deboli, e vedevo sguardi smarriti di chi scopriva di avere la stessa password dal 2010; mostravo un deepfake e calava il silenzio. Non era mancanza di intelligenza, era mancanza di informazione. Nessuno aveva mai spiegato queste cose con parole semplici, esempi concreti e zero tecnicismi.
E se ad inciampare sono i docenti, professionisti dell’educazione, persone abituate a formarsi, cosa può succedere agli studenti? Ai genitori? Ai nonni?
È da questa consapevolezza che è nato il progetto delle “Pillole di Cybersicurezza”: brevi dosi di conoscenza immediatamente applicabili, pensate per entrare nella vita reale delle persone.
Le ho chiamate così per due motivi: sono piccole, rapide da “assumere”, e, come le medicine, servono a prevenire e curare. Perché il primo antidoto contro le minacce digitali è sempre lo stesso: la consapevolezza.
A dare forma a questo libro, però, non sono stato solo. A scrivere insieme a me, mia figlia Chiara, una Centennials del 2003, parte di quella generazione che non ha mai conosciuto il silenzio di un router spento o la vita senza connessione. Eppure, dentro quella tempesta digitale, Chiara ha scelto la strada più impegnativa: la difesa.
Fresca di Laurea in Informatica all’Università del Molise, ha scelto di focalizzare i suoi studi verso la Sicurezza dei sistemi software, orientando la sua naturale attitudine alla logica, verso la protezione di ciò che oggi è più fragile e prezioso: identità, dati, libertà digitale.
La verità è che questo libro a quattro mani nasce anche dal dialogo costante tra noi due: due generazioni che guardano lo stesso mondo digitale da prospettive diverse, ma con la stessa preoccupazione e lo stesso desiderio di cambiamento.
Per Chiara, la teoria accademica ha trovato senso osservando il mio lavoro nelle scuole e nelle aziende di tutta Italia. Ha constatato le fragilità dei giovanissimi e le incertezze degli adulti, e ha deciso di farsi “ponte” aiutandomi a tradurre la complessità tecnica in semplici gesti quotidiani, rendendo accessibile ciò che spesso viene percepito come incomprensibile o complesso.
Con la mia esperienza sul campo e la sua preparazione specifica, abbiamo cercato di portare la cybersicurezza su un piano umano: non solo proteggere i sistemi, ma prendersi cura delle persone.